Più lavoro con la tomosintesi (chiamiamola 3D che si risparmia, visti i tempi) e più mi entusiasmo, il che è per lo meno inquietante conoscendo quanto io sia scettico, critico e distruttore.  Ma verificare con una discreta frequenza quanto la 3D possa evidenziare un cancro, anche non piccolo, del tutto occulto alla 2D è assolutamente entusiasmante, per tacere di quanti dubbi per addensamenti “costruiti” riesca a risolvere.

La ricerca nel campo sta imperversando, per fortuna, e anche in Italia ci si da  da fare in varie sedi. Alcuni aspetti della metodica sono chiari:
– l’impegno per un TSRM è poco superiore. Ottenere immagini 2D+3D comporta un 10% di tempo in più rispetto alle 3D (almeno con Hologic che ha bassi tempi di scansione)
– l’impegno della lettura per il radiologo praticamente raddoppia, per leggere 2D+3D, rispetto alla 2D. Questo è un limite rispetto ad un possibile uso di screening
– la dose è circa doppia (con 2D+3D  rispetto a 2D): nell’età di screening (50-69) non è un problema visto il rischio di cancerogenesi trascurabile, ma resta sempre un problema con cui confrontarsi nelle donne più giovani
– la 3D abbatte i richiami, risolvendo le immagini da sommazione: parliamo da un 40 a un 70% nei vari studi finora condotti !

Ma ci sono tanti punti da chiarire:
– quanto (se) aumenta la sensibilità: siamo ormai pieni di casi aneddotici di cancri non visti in 2D e evidenti in 3D: i corsi itineranti lo stanno dimostrando in tutta Italia. Quello che manca è una misura precisa del tasso diagnostico incrementale. Uno studio di screening è in corso a Trento e Verona e si spera che altri si aggiungano. E’ possibile che per Giugno si abbiano risultati interessanti
– quanto (se) diminuisce il tasso di richiamo in screening. L’abbattimento dei richiami per ora è stato testato su casistiche selezionate e non in pratica corrente di screening. Gli studi sopra indicati risponderanno anche a questo quesito e in minor tempo che per la detection rate di cancro
– se è competitivo con la RM per la stadiazione (sempre che sia utile stadiare con RM…). Torino e Trento stanno raccogliendo casistica e si spera che possano presentare uno studio cumulativo a breve
– i costi. Dovranno essere confrontati con i benefici, ancora ignoti, ma saranno un probema, anche se è probabile che con la diffusione della metodica i costi si possano abbattere
– nuovi sviluppi tecnologici: la possibilità di creare una immagine 2D “sintetizzata” a partire dalle acquisizione della 3D è già una realtà. Se dovesse anche solo equivalere alla 2D convenzionale avremmo risolto il fastidioso problema della dose. Lavori in corso
– possibile impiego in alternativa alla doppia lettura: il confronto tra doppia lettura 2D e lettura singola 2D+3D è in atto, almeno nello studio di screening di TN e VR.

Se la risposta fosse positiva avremmo risolto anche il problema dei tempi di lettura, che resterebbero doppi ma dimezzando i radiologi, quindi conto pari… Come vedete c’è tanta carne al fuoco.

Seguite l’argomento, che è la bomba del decennio e merita.

POSTED ON 6 dicembre 2011

Tutte le donne e i medici che hanno conosciuto Stefano Ciatto hanno potuto apprezzare il suo rigore scientifico ed il suo spirito critico. Molti medici hanno imparato da lui, molti hanno sviluppato la cultura dello screening e della diagnosi precoce. Tutti abbiamo apprezzato la sua onestà intellettuale e la sua rigorosa metodologia scientifica. Stefano Ciatto accolse con entusiasmo la tomosintesi e invitava tutti a continuare in ricerca e innovazione con rigore scientifico.