UNITA’ DIAGNOSTICA DI SENOLOGIA

E’ dimostrato che la diagnosi precoce permette di ridurre del 30-50% la mortalità per carcinoma mammario. Il Parlamento Europeo da anni chiede che tutte le donne abbiano il diritto ad essere curate per carcinoma della mammella ed invita gli Stati membri a sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati ed interdisciplinari. Questa risoluzione […]

UNITA’ DIAGNOSTICA DI SENOLOGIA

E’ dimostrato che la diagnosi precoce permette di ridurre del 30-50% la mortalità per carcinoma mammario.
Il Parlamento Europeo da anni chiede che tutte le donne abbiano il diritto ad essere curate per carcinoma della mammella ed invita gli Stati membri a sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati ed interdisciplinari.

Questa risoluzione conferma la rilevanza sociale del problema ed impone l’istituzione di Unità di Diagnostica Senologica ove si possa praticare un approccio diagnostico multidisciplinare (clinico, mammografico, ecografico ed in casi selezionati cito-istologico) che ottimizzi la diagnosi.

Preliminarmente è indispensabile fare alcune precisazioni:
a) la diagnosi precoce determina una significativa riduzione della mortalità
b) per diagnosi precoce si intende la diagnosi del tumore in una fase iniziale ed in assenza di sintomi.
c) per screening mammografico si intende l’esecuzione della mammografia che una struttura offre attivamente ad una popolazione bersaglio ben identificata ed asintomatica con fini di diagnosi precoce.
d) lo screening non è diagnosi

Lo screening deve rispondere ad alcuni requisiti:
>il programma promuove, facilita e controlla la partecipazione della popolazione bersaglio;
>la popolazione bersaglio va preventivamente identificata;
>sono da definire ed organizzare i vari momenti diagnostici e terapeutici che si rendono necessari nei soggetti positivi;
>vanno attivati gli strumenti di valutazione dell’efficacia, dei costi e dell’organizzazione del programma;
>iniziative di massa devono non solo promettere ma anche mantenere il risultato atteso (riduzione della mortalità);
>gli screening richiedono una organizzazione complessa ed una continua e periodica valutazione della qualità delle prestazioni offerte.

La situazione diagnostica attuale di molti centri di patologia mammaria è inaccettabile. Le donne con problemi di nodulo mammario sono costrette a recarsi in servizi ambulatoriali diversi e con medici diversi, ciò determina ritardi ed errori diagnostici, ansia e costi superflui.

L’integrazione della mammografia con la visita senologica e l’ecografia appare giustificata perché si riducono gli errori di metodo e di interpretazione della mammografia.

Aumentando l’accuratezza diagnostica si evita di richiamare le donne per approfondimenti così da evitare situazioni stressanti.

Tutti gli approfondimenti diagnostici dovrebbero essere eseguiti nella stessa struttura. In senologia il massimo di accuratezza diagnostica ed il minimo di errori si ottengono se l’esame clinico e tutti gli accertamenti strumentali (mammografia, ecografia ed agoaspirazione) vengono eseguiti contemporaneamente.

Sulla base di queste considerazioni allo stato attuale nonostante la buona copertura dello screening è più praticabile la riorganizazzione delle strutture senologiche in servizi di Senologia Diagnostica.

Serve un sistema ed una organizzazione di lavoro che metta a disposizione delle donne una rete di servizi di diagnosi precoce su base territoriale e non solo di screening che sia attenta alle loro esigenze accogliendo il peculiare contributo che ciascuno/a potrà portare. Partendo dalle risorse presenti si potranno coordinare e sviluppare le attività diagnostiche particolari avendo cura e attenzione alla comunicazione medico-paziente.

L’ubicazione delle Unità Diagnostiche di Senologia (UDS) in ambulatori specialistici con sede unica riduce i tempi di diagnosi e i disagi nonché i costi di spostamento delle pazienti da sede a sede.

Una struttura simile deve avvalersi di una collaborazione con il servizio terapeutico per garantire un accesso al ricovero nei casi di diagnosi tumorale, deve essere dotata di personale sanitario preparato ed inoltre essere collegata a Centri di eccellenza che possano contribuire al processo di formazione e aggiornamento professionale.

In ultimo, ma non per importanza va considerato il ruolo dei medici di medicina generale che dovrebbero sensibilizzare le donne a partecipare ai programmi di diagnosi precoce, favorendo l’accesso alle prestazioni offerte dall’Unità Diagnostica di Senologia (UDS) lasciare uno spazio e rassicurando la donna quando persiste una condizione di ansia legata a patologie benigne.

I programmi dell’attività diagnostica devono essere pianificati ed avere come obiettivo non solo la qualità delle prestazioni offerte ma anche la copertura più estesa possibile della popolazione mediante l’invito personalizzato delle donne (screening)

E’ necessario che l’attività diagnostica di senologia raggiunga e mantenga dei livelli (standard) qualitativi aumentando il più possibile la copertuta della popolazione sia nei confronti delle donne a presentazione spontanea sia per quelle invitate.

Standard di qualità dell’UDS

  • > attesa degli accertamenti diagnostici inferiore a 2 settimane
  • > durata degli accertamenti diagnostici inferiore a 2 settimane
  • > rapporto B/M benigno/maligno inferiore a 0,5-1
  • > numero di inadeguati alla citologia < 15%
  • > numero di mammografia per motivi tecnici
  • > diagnosi citologica o istologica di cancro confermata alla biopsia chirurgica >80%
  • > diagnosi ecografica di malignità nei casi di seno denso >10% del totale dei tumori diagnosticati.

Allo stato attuale sarebbe più vantaggioso e utile un miglior coordinamento ed una migliore funzionalità delle strutture già esistenti piuttosto che l’istituzione ex-novo di Breast Unit, nuove strutture senza alcuna definizione degli standard minimi di qualità. Prima di intraprendere queste iniziative sarebbe auspicabile sentire e coinvolgere le associazioni femminili che con azioni progettuali forti e movimenti di opinione possano modificare da subito l’approccio diagnostico al cancro del seno definendo modalità ed obiettivi dei programmi di diagnosi precoce.

Dotazioni:

L’unità deve avvalersi perlomeno di un mammografo digitale indiretto con sviluppatrice dedicata, di un ecografo con sonde di 10-13 mHz con color-power doppler e di strumentario per effettuare l’esame citologico e prelievi bioptici.

Esami senologici:
– esame clinico
– mammografia
– ecografia mammaria
– agoaspirato-prelievo citologico
– agobiopsia-prelievo microistologico

L’iter diagnostico clinico-strumentale dovrebbe essere esplicato nella stessa seduta in modo tale che la paziente possa avere nei casi sospetti la possibilità di praticare gli approfondimenti invasivi (agoaspirazione e biopsia) nell’arco di una settimana. Nei casi negativi od in assenza di sintomi si raccomanderà alla paziente la periodicità dei controlli successivi e si consiglierà l’autoesame.

La realizzazione di un progetto di Unità Diagnostica di Senologia dovrebbe ridurre la fuga delle donne verso altre sedi ed istituzioni mediche.
Esperienza dell’Unità Diagnostica di Senologia A.M. Bortoloni
L’ Unità Diagnostica di Senologia del Presidio Angelo Memi Bortoloni è nata nel 1987 in considerazione della precarietà dei servizi preventivi.
L’iter diagnostico prevede, per tutte le donne, la mammografia in associazione con la visita senologica e contemporaneamente lo studio ecografico nei seni densi.
Gli sforzi principali del Centro si sono concentrati sul miglioramento della qualità delle strumentazioni utilizzate (mammografo ed ecografo).

Problema questo che diventa cruciale nell’esecuzione della mammografia a scopo preventivo.
Per migliorare l’affidabilità diagnostica della mammografia ci siamo avvalsi nell’ambito della stessa seduta di particolari mirati nella sede della lesione, nonché di ingrandimenti diretti e nei seni densi sempre integrazione ecografica con sonda ad alta frequenza per completare l’iter diagnostico.

Nei casi di maggiore difficoltà diagnostica l’ausilio dell’agoaspirazione si è rilevata una tecnica particolarmente vantaggiosa nel ridurre il numero di biopsie chirurgiche nei casi di probabile benignità (R3)

In uno studio prospettico durato anni abbiamo nei seni densi sempre associato alla mammografia l’utilizzo dell’ecografia. La sensibilità e specificità della sola mammografia associando l’ecografia è nettamente aumentata.
Su circa 25.000 mammografie classificate come seno denso l’ecografia ha consentito di identificare 103 carcinomi non sospetti alla mammografia, pari al 16% dei cancri diagnosticati.
L’integrazione dell’ecografia con la mammografia è valida metodica di supporto che permette di incrementare l’accuratezza e la sensibilità diagnostica.
L’affinamento delle tecniche di esame e l’evoluzione delle macchine ecografiche affidano all’ecografia un ruolo sempre maggiore nella valutazione delle patologie mammarie e nel ridurre il numero delle biopsie aumentando la sensibilità diagnostica.
L’impiego sistematico dell’ecografia in donne con diagnosi di tumore può evidenziare altri focolai ed aumentare la sensibilità in casi di mammelle mammograficamente radiopache e nei casi di tumori con adenopatie ascellari maligne evitando la linfoscintigrafia e la dissezione del linfonodo sentinella.

A partire dal 2005 la nostra Unità ha acquisito un mammografo digitale che ci ha consentito di ottimizzare il percorso diagnostico.
I compiti della nostra Unità di Senologia
– realizzare programmi di diagnosi precoce;
– ottimizzare l’iter diagnostico per ridurre i costi e migliorare la qualità diagnostica.
– diagnosticare correttamente la patologia evitando ansie e biopsie inutili.

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