MALATTIE BENIGNE

- Adenoma del capezzolo Raro tumore benigno dei dotti del capezzolo che si presenta come nodulo di consistenza duro-elastica e può deformare lo stesso provocando una lesione erosiva od ulcerativa accompagnata nel 70% dei casi a secrezione siero-ematica o sanguinamento. Richiede consulenza senologica per differenziarlo dalla malattia di Paget: - Adenosi E' una lesione proliferativa [...]

MALATTIE BENIGNE

Adenoma del capezzolo

Raro tumore benigno dei dotti del capezzolo che si presenta come nodulo di consistenza duro-elastica e può deformare lo stesso provocando una lesione erosiva od ulcerativa accompagnata nel 70% dei casi a secrezione siero-ematica o sanguinamento. Richiede consulenza senologica per differenziarlo dalla malattia di Paget:

Adenosi

E’ una lesione proliferativa dei lobuli rilevabile spesso in associazione alla mastopatia fibrocistica di rado riscontro in forma pura come massa palpabile. Può provocare una sclerosi periduttale con riduzione del lume dei dotti lobulari (adenosi sclerosante)

Non comporta alcun aumento di rischio di comparsa di tumore maligno.

Amartoma

Lesione caratterizzata da una crescita in eccesso della componente ghiandolo-stromale della mammella frammista a tessuto adiposo. Non comporta alcun rischio di degenerazione tumorale. E’ facilmente diagnosticabile dall’ecografia.

Dolore mammario (mastodinia-mastalgia)

Il dolore non è un sintomo di tumore e può essere causato da sindrome premestruale, mastite, fluttuazioni ormonali, nel primo trimestre di gravidanza, nei cambiamenti stagionali ed in premenopausa.

Qualche studio suggerisce che le donne con tensione e dolore premestruale presentano alta sensibilità ai grassi saturi ed a sostanze come l’alcool, la caffeina e la nicotina. Tutte sostanze favorenti il dolore. Anche lo stress potrebbe avere un certo ruolo in quanto incrementa i livelli di ormoni circolanti.

Alcuni accorgimenti possono alleviare il dolore o farlo cessare, questi sono l’eliminazione di caffeina e metilxantine (caffè, thè, cioccolato) l’utilizzo dei reggiseni sportivi immobilizzanti il seno, la riduzione dei grassi, dell’alcool e del fumo e una dieta a base di alimenti ricchi di vitamine.

Il dolore mammario è il sintomo più frequente di consulenza senologica da parte della donna (60-70%) spesso la mastalgia (dolore) è ciclica in età fertile, può essere bilaterale o monolaterale con età media d’insorgenza (34 anni). Deriva dall’azione degli estrogeni non adeguatamente controbilanciati dal progesterone o da casi di iperprolattinemia ciclica.

I settori maggiormente interessati sono i quadranti superiori ed in particolare il quadrante supero-esterno. Il dolore generalmente scompare in menopausa.

Il dolore extramammario quando è presente nei settori interni può essere riferito alla sindrome di TIETZE (osteocondrite), e può essere di origine vertebrale a causa di terminazioni nervose infiammate provenienti dalla regione cervicale o toracica o raramente legato all’angina pectoris.

In media un tumore su 250 si manifesta con dolore. Su una serie di 4500 carcinomi consecutivi diagnosticati (P.Veronesi) solo nel 3% dei casi il dolore era associato a tumore e nessun caso era registrato in età inferiore a 50 anni.

Ectasia duttale

Lesione prevalente in pre e post-menopausa caratterizzata da dilatazione e ristagno del secreto condensato nei dotti, può essere complicata da reazioni infiammatorie. Nel 20% dei casi è accompagnata da secrezione dal capezzolo (che di solito è sierosa o similpurulenta). A causa del prevalente interessamento dei dotti medi e grossi può determinare in rari casi massa palpabile, retrazione ed inversione del capezzolo. Non comporta aumento del rischio di carcinoma.(foto 1, 2)

Fibroadenoma

E’ una neoplasia mista fibro-epiteliale. E’ il più comune tumore benigno della mammella, può essere solitario, in entrambe le mammelle o multiplo nella stessa mammella. Insorge con maggiore frequenza nelle donne in età compresa tra i 20 ed i 30 anni, di rado in questa età si può presentare sotto forma di fibroadenoma gigante . Si manifesta come un nodulo mobile, rotondeggiante, indolore, con contorni netti. è facilmente individuabile con l’ecografia. Qualora aumenti considerevolmente di volume soprattutto in premenopausa e nei casi a rapida crescita con dimensioni superiori a 3-4cm si consiglia l’intervento chirurgico. La terapia chirurgica è anche indicata quando la diagnosi di fibroadenoma non è più sicura.

L’asportazione del fibroadenoma dovrebbe essere praticata in anestesia locale mediante incisione periareolare onde garantire un buon risultato estetico.

Il rischio di degenerazione è assente.(foto 3)

Ginecomastia

Si definisce come ginecomastia l’aumento del volume monolaterale o bilaterale della ghiandola mammaria nell’uomo. C’è una ginecomastia vera legata all’incremento della componente ghiandolare della mammella e una pseudo-ginecomastia legata ad un aumento di volume derivante dal tessuto adiposo (adipomastia).

La ginecomastia può essere primitiva e si manifesta in età neonatale , puberale e senile o secondaria determinata da una maggiore secrezione di estrogeni o da una riduzione degli androgeni (alcolismo e alterazioni della funzionalità epatica) o dall’assunzione di farmaci quali androgeni, estrogeni, diuretici, digitale, reserpina, cimetidina ed altri.

Nei casi di ginecomastia monolaterale va sempre esclusa la malignità con ecografia e nei casi più dubbi con la mammografia. Nella ginecomastia dell’adulto è necessario prendere in considerazione alcune patologie:

terapia estrogenica, tumori del testicolo, tumori surrenalici, sindromi paraneoplastiche
cirrosi epatica
ipertiroidismo, ipogonadismo, castrazione, sindrome di KLINEFELTER
assunzione di farmaci: androgeni, diuretici, cimetidina

Iperplasia duttale, iperplasia lobulare

Si riscontra casualmente in corso di biopsia. Si tratta di una lesione proliferativa del rivestimento epiteliale localizzata all’interno della struttura duttale e delle unità duttolo-lobulari terminali. Alcuni studi indicano la possibile degenerazione dell’iperplasia duttale atipica (ADH) e dell’iperplasia lobulare atipica (ALH) nei carcinomi in situ.

Le lesioni proliferative intraduttali vengono oggi incluse nelle cosiddette Neoplasie Duttali Intraepiteliali (DIN) insieme ai carcinomi in situ intraduttali.

Classificazione DIN

neoplasia duttale intraepiteliale grado 1A (DIN 1A)= atipia epiteliale piatta

neoplasia duttale intraepiteliale grado 1B (DIN 1B)= iperplasia duttale atipica

neoplasia duttale intraepiteliale grado 1C (DIN 1C)= carcinoma duttale in situ ben differenziato grado 1

neoplasia duttale intraepiteliale grado 2 (DIN 2)= carcinoma duttale in situ moderatamente differenziato grado 2

neoplasia duttale intraepiteliale grado 3 (DIN 3)= carcinoma duttale in situ scarsamente differenziato (grado 3)

Questa classificazione sebbene da molti accettata può determinare una confusione tra lesione precancerosa e lesione pre-invasiva, fermo restando che l’iperplasia duttale atipica è un precursore del carcinoma duttale in situ ben differenziato.

Per quanto concerne l’iperplasia lobulare atipica ed il carcinoma lobulare in situ la classificazione WHO distingue:

LIN 1 neoplasia lobulare intraepiteliale grado 1

LIN 2 neoplasia lobulare intraepiteliale grado 2

LIN 3 carcinoma lobulare in situ

La LIN 1 è considerata una precancerosi mentre la LIN 2 alcuni studi la considerano una precancerosi altri un precursore obbligato del carcinoma lobulare.

Quando avanzata e quindi atipica presenta un aumento del rischio di sviluppare carcinoma. In questi casi si impone un’ accurata diagnosi istologica per differenziarla dal carcinoma in situ.

Raramente si manifesta in forma pura.

Liponecrosi

è la necrosi del tessuto adiposo mammario provocata da traumi o da complicanze chirurgiche e radioterapiche , a volte calcifica determinando delle cisti lipoidee.

Può creare problemi di interpretazione diagnostica alla mammografia quando si presenta come distorsione. Ecograficamente può dirimersi il dubbio diagnostico. Qualora persista, si impone il prelievo bioptico.

Malattia (Sindrome) di Mondor

E’ una rara tromboflebite della vena toraco-epigastrica della mammella.

Si manifesta con tensione, cordone nel sottocute con senso di peso ed accentuazione del vaso ed in alcuni casi avanzati con retrazione della cute.

Non richiede alcun trattamento ove si eccettui un antiinfiammatorio

Mastite

E’ un infezione della mammella spesso collegata all’allattamento causata in gran parte dei casi dallo stafilococco aureus, può provocare febbre , arrossamento della cute, dolore, ingrossamento dei linfonodi ascellari e secrezione dal capezzolo. In rari casi può determinare la formazione di ascesso che può essere aspirato o se voluminoso drenato chirurgicamente.

Non sempre è necessario interrompere l’allattamento, con antibiotici si risolve nell’arco di una settimana.

Esiste inoltre una mastite periduttale o plasmacellulere che tende a cronicizzarsi ed è collegata all’ectasia duttale presentando in molti casi secrezione. Nella fase di riacutizzazione deve essere trattata con antibiotici.

Poiché anche la mastite carcinomatosa (arrossamento della cute, dolore ed ingrossamneto dei linfonodi) può presentare la medesima sintomatologia va consultato il medico in breve tempo e se refrattaria all’antibiotico-terapia è indispensabile un esame cito-istologico per la certezza diagnostica.

Mastopatia fibro-cistica

Malattia benigna (parafisiologica?) della mammella causata dagli stimoli ormonali in donne con mammelle poco adipose e ricche di ghiandole. Molto diffusa, può produrre dolori e tensioni più evidenti prima del ciclo mestruale. Si presenta con uno o più noduli o cisti che possono aumentare di volume con il passare del tempo e può essere caratterizzata da diffusa nodularità.

Quando le cisti sono presenti in un contesto fibroso si parla di mastopatia fibrocistica.

– Componenti della mastopatia

cisti: microcisti/macrocisti

iperplasia duttale: proliferazione dell’epitelio dei dotti terminali

adenosi: proliferazione dei lobuli

adenosi sclerosante: sclerosi con riduzione del lume dei dotti

fibrosi: proliferazione dello stroma con obliterazione

Le cisti sono ben visibili con l’esame ecografico e contengono un liquido che può essere aspirato con una siringa quando di cospicue dimensioni. In presenza di liquido ematico all’aspirazione si deve eseguire un esame citologico ed una ecografia post-aspirazione. Solo in questi casi se permane il sospetto, ed in presenza di echi parietali infracistici è indicato l’intervento chirurgico.

Non determina aumento del rischio tumorale e si risolve gradualmente con la menopausa senza che sia necessario intervenire chirurgicamente. Una sola condizione determina un aumento del rischio, la presenza di iperplasia duttale che viene riscontrata casualmente in corso di esame citologico.

Papilloma

Il papilloma è una lesione benigna che origina dall’epitelio dei grossi dotti retroareolari può essere unico o multiplo nello stesso dotto, presenta crescita papillare arborescente ed è costituito da un asse vascolo-stromale.

Il papilloma di solito si presenta con secrezione ematica o siero-ematica dal capezzolo.

Di fronte a secrezione ematica o siero-ematica monoorifiziale si effettua l’esame citologico, se sospetto o nei casi di sola mammografia sospetta si ricorre all’intervento chirurgico in quanto la secrezione del capezzolo con le medesime caratteristiche è presente nel carcinoma intraduttale e papillare.

Per individuare il dotto secernente e praticare un intervento limitato si ricorre alla duttogalattografia che consiste nell’introduzione dal capezzolo di un mezzo di contrasto a cui fa seguito la mammografia con ingrandimenti diretti.

Il papilloma si presenta spesso all’ecografia con la connessione della formazione papillomatosa ad un dotto galattoforo di tipo ectasico.

Quando i papillomi sono multipli e periferici si parla di papillomatosi quest’ultima può presentare quadri di iperplasia duttale.

Raramente il papilloma è palpabile all’esame clinico.

Tumore filloide ben differenziato

Rappresenta meno dell’1% di tutti i tumori mammari. All’esame clinico si manifesta con una tumefazione o nodulo di grosse dimensioni cresciuto in tempi brevi con caratteristiche cliniche simili al fibroadenoma benchè a volte più bozzoluto.

Vengono distinti tumori filloidi francamente benigni, borderline a basso grado di malignità e maligni.

Il tumore filloide è caratterizzato dalla tendenza alla recidiva locale ed occasionalmente, nei casi maligni, da metastasi a distanza. Tutti i noduli con caratteristiche simili al fibroadenoma insorti dopo i 35 anni e con crescita rapida pongono il dubbio di trovarsi di fronte ad un filloide.

Va sempre asportato per il rischio di essere già maligno (cistosarcoma filloide).

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